La roccia scura incornicia l’azzurro
L’acqua schizza e saluta il bianco
L’arancione brilla di gioia
Il video dell’haiku
La storia dietro l’haiku
Ho scritto questo haiku dopo aver visitato la casa di César Manrique a Tahíche, Lanzarote. È un tentativo di trattenere un momento molto piccolo: la pietra vulcanica scura, l’acqua azzurra e limpida, le superfici bianche e il lampo improvviso dei mobili arancioni.
Il luogo è molto più grande di queste tre righe. Ma è questa la prima cosa che ricordo: una composizione di colori, luce e materiali che sembra allo stesso tempo progettata e del tutto inevitabile.
Tra due lavori e tre isole
Ho visitato Lanzarote il 21 luglio 2021, quando ero tra un lavoro e l’altro e avevo davanti a me un paio di settimane libere. Ho deciso di attraversare tre delle isole Canarie: Gran Canaria, Tenerife e infine Lanzarote.
Viaggiavo con quella che allora era la mia ragazza — e che oggi è la mia compagna di avventure — insieme ad alcuni amici. Quando siamo arrivati a Lanzarote avevo già visto molti luoghi bellissimi, e ogni isola aveva il proprio carattere. Eppure Lanzarote mi è sembrata diversa fin dall’inizio. Il paesaggio vulcanico non era soltanto lo sfondo della vacanza. Sembrava organizzare tutto: le forme del territorio, i colori degli edifici, il cibo e il modo in cui le persone avevano imparato a convivere con un ambiente quasi extraterrestre.
Questo rapporto diventava particolarmente evidente nella casa di Manrique.
Un’architettura che ascolta
Quello che mi ha affascinato di più è il modo in cui Manrique ha lavorato intorno agli elementi naturali dell’isola. Molti progetti architettonici sembrano partire dal desiderio di costruire qualcosa di grandioso e poi cercano di adattare il territorio alla propria presenza. Questa casa funziona nella direzione opposta.
Manrique ha studiato il modo in cui erano state costruite le case tradizionali dell’isola, con i loro materiali e i loro elementi, e ha modellato la casa partendo da quelli. Le stanze sembrano ricavate dentro bolle vulcaniche e collegate da spazi imbiancati a calce, scale, cortili e aperture verso il cielo. Non sembra che la natura sia stata spostata per fare spazio all’architettura. La natura e l’opera d’arte sembrano completarsi a vicenda.
I cortili sotterranei sono l’espressione più chiara di questa idea. Si attraversano spazi vulcanici scuri e arrotondati e poi si arriva a una piscina, dove la luce trasforma tutto. L’acqua scorre sulla pietra nera. Il cielo si apre sopra di noi. Le pareti bianche rendono la scena più nitida, mentre i mobili arancioni aggiungono una nota calda, quasi giocosa.
I colori non sono un’esagerazione del ricordo. Sono davvero così brillanti, vivi e contrastati. La casa ha la chiarezza visiva di un dipinto, ma non sembra artificiale. I materiali appartengono all’isola e il progetto rende ancora più evidente il loro carattere.
È stato allora che mi sono innamorato del lavoro di Manrique e ho deciso di comprare il suo libro Lanzarote. Arquitectura inédita, per capire meglio la sua ricerca sull’isola e sulle sue radici. La visita ha acceso la mia curiosità per le idee che si nascondevano dietro a tutta quella bellezza.
Perché tornerei a Lanzarote
Se ti piacciono l’architettura e la natura, Lanzarote ha molto da offrire: è la mia isola preferita tra quelle che ho visitato alle Canarie. Offre una combinazione particolarmente riuscita: paesaggi sorprendenti, architettura consapevole, buon cibo ed eccellenti spot per il surf.
Caleta de Famara è stata un’altra grande scoperta. Si può fare surf con le montagne alle spalle, e questo dà all’esperienza una dimensione difficile da trovare altrove. È un luogo selvaggio senza essere inaccessibile.
Dedicherei un po’ di tempo anche al vino locale. La Malvasía vulcanica di Bodega El Grifo era un bianco memorabile: incredibilmente fresca, perfetta da bere nella calura. È uno di quei dettagli che completano il senso di un luogo: lo stesso terreno vulcanico che forma il paesaggio dà carattere anche alle viti.
Per visitare la casa di Manrique, lascia abbastanza tempo per muoverti lentamente, invece di trattarla come una tappa da spuntare. Osserva come sono collegate le stanze, nota da dove arriva la luce e fai attenzione ai punti in cui la roccia vulcanica resta visibile. Prima di partire, controlla gli orari e le modalità di acquisto dei biglietti, perché questi dettagli possono cambiare.
Piccoli piaceri
Ho scritto l’haiku dopo, non mentre ero accanto alla piscina. Di solito questi versi arrivano così. Sono un modo per prestare attenzione a qualcosa che mi ha reso felice in passato e poi ridurlo a pochi piccoli piaceri.
Mi sono interessato particolarmente a questa idea dopo aver letto Small Pleasures di The School of Life. Una bella giornata non rimane sempre nella memoria per un evento spettacolare. A volte sopravvive come una sequenza di colori, il rumore dell’acqua, un bicchiere di vino o una stanza che ci fa guardare un materiale familiare in modo diverso.
A Tahíche quei piccoli piaceri si sono ritrovati tutti insieme: roccia scura, acqua azzurra, pareti bianche e luce arancione. Lanzarote ha dato loro un luogo in cui vivere.
Isole diverse, fughe diverse
Da quel viaggio in poi, i miei racconti di viaggio hanno preso direzioni molto diverse. In Djerba: un’avventura familiare che mi ha fatto cambiare idea, il lusso consisteva nel non doversi occupare dei pasti e delle faccende durante un viaggio con bambini piccoli. Nel mio primo campeggio con mio figlio di tre anni, l’avventura è passata da un fiume, un falò e una notte molto più fredda del previsto.
Lanzarote occupa uno spazio a parte: un’isola dove il paesaggio diventa parte dell’architettura e dove pochi colori scelti con cura possono accompagnarti per anni.